A causa della introduzione di severi controlli sulle banche e della limitazione della circolazione dei capitali, 60 000 imprese greche hanno manifestato la disponibilità a riorientare la loro attività in Bulgaria.
Anche se le banche Greche hanno riaperto Lunedi dopo essere rimaste chiusa per tre settimane, i fondi delle imprese restano bloccati nelle banche, rendendoli incapaci di effettuare pagamenti a fornitori esteri. La situazione di incertezza economica e di stabilità finanziaria nel medio lungo termine permane anche dopo gli accordi raggiunti nei giorni scorsi, la scelta di chiudere le banche per un periodo così lungo di tempo ha provocato la perdita, stimata, del 6% del PIL, in una situazione già di grave crisi economica.
L’associazione Bulgara Industrial Association Capitale (BICA) stima che un eventuale riorientamento delle imprese greche in Bulgaria potrebbe fornire occupazione ad almeno 20 000 persone.
Tale reindirizzamento sarà più semplice per le imprese operanti nel settore del commercio, mentre ci vorrà più tempo per le aziende che si occupano di produzione ed esportazione di prodotti.
Le imprese greche scelgono di collocarsi non solo vicino al confine, Petrich e Sandanski, ma anche in altre città della Bulgaria.
I Greci stanno sempre più comprando proprietà adatte alle proprie esigenze ed aprono conti in banche bulgare per essere in grado di effettuare i pagamenti ai loro fornitori.
Un altro motivo per il trasferimento degli affari ed il loro reindirizzamento dalla Grecia in Bulgaria è l’aumento delle imposte sul reddito d’impresa che in Grecia è stata portata al 29%, mentre il dato corrispondente in Bulgaria è solo del 10%.
Il volume d’affari delle società greche attualmente offre lavoro a 70 000 bulgari e, secondo le stime, questo numero potrà superare presto la cifra di 90 000 occupati.
Risulta evidente che le politiche di austerità all’interno del mercato comune europeo sono del tutto inefficaci e contro l’imprenditoria e lo sviluppo. Ne trarrà vantaggio l’economia Bulgara che ha bisogno di crescere e che, fuori dall’euro, saprà offrire agli imprenditori greci il giusto habitat per rilanciare la propria attività. Ricordiamo che la Bulgaria ha, dopo il Lussemburgo, il più basso debito pubblico dell’Unione Europea; pertanto, essendo per il momento congelato l’ingresso nell’euro, non ci sono particolari problemi di politica fiscale ed il Lev Bulgaro è ancorato all’euro con un accordo di currency board, in modo da garantire una solida stabilità monetaria; tale accordo non è posto in discussione.